Onicogrifosi
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L’onicogrifosi – conosciuta anche come “unghia ad artiglio” – è l’alterazione nella crescita della lamina ungueale, o meglio un’ipertrofia ungueale che si manifesta con un evidente deformazione della lamina, detta a gancio o corno d’ariete. Questa condizione è solitamente acquisita, ma può essere anche congenita. Le cause più comuni dell’insorgenza di questo fenomeno sono riconducibili alla meccanica del piede (come le dita a martello o a griffe e l’iperestesione dell’alluce), all’invecchiamento, a microtraumi ripetuti provocati ad esempio da calzature troppo strette, a lesioni in seguito a urti violenti sull’unghia oppure può associarsi a malattie sistemiche circolatorie, che inibiscono il supporto necessario di nutrienti a livello periferico. Oltre al disturbo prettamente estetico (l’unghia si presenta discromica, cioè di un colore diverso, spessa e deforme), questa patologia è anche molto dolorosa perché aumenta sensibilmente il fastidio, causando anche difficoltà motorie più o meno invalidanti, come la zoppia. Inoltre le unghie inspessite (grifotiche) sono più soggette a infezioni micotiche. Onicogrifosi: trattamento Non esistono terapie farmacologiche in grado di contrastare totalmente l’onicogrifosi, ma il trattamento podologico è assolutamente indolore e di immediato sollievo: attraverso strumentazione di ultima generazione si va a ridurre lo spessore e modellare l’unghia, riportandola quindi a uno stato più fisiologico possibile, per aumentare il benessere del paziente, eliminare il fastidio e ridurre il rischio che si sviluppino patologie secondarie come lesioni cutanee e onicomicosi. A volte si può anche risalire alla causa scatenante ed eliminarla permettendo così all’unghia, nel tempo, di ripristinare la sua normale crescita. È sconsigliabile eseguire da soli il taglio di unghie colpite da onicogrifosi o qualsiasi distrofia: oltre a risultare molto difficile e doloroso spesso genera abbondante sanguinamento, perché nella sua crescita, l’unghia alterata “porta” con sé il letto ungueale, ricco di capillari. Si può prevenire l’onicogrifosi? Se non è associata ad altre malattie locali o sistemiche, il podologo può intervenire attraverso ortesi in silicone od ortesi plantari su misura.
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Alessio Tesi
Team Home | Team Il team di centro podologia clinica I tuoi podologi di fiducia a Roma Nella nostra clinica podologica troverai professionisti sanitari qualificati pronti ad accoglierti, ascoltare le tue esigenze e prendersi cura dei tuoi piedi. L’utilizzo di macchinari di ultima generazione uniti a professionalità, cortesia e massimo rispetto delle norme igieniche garantiscono risultati accurati e ben definiti: il tuo benessere è la nostra priorità. “Ballare è la poesia dei piedi” – John Dryden Dr. Alessio Tesi Alessio Tesi nasce a Roma, ma per motivi lavorativi la famiglia decide di trasferirsi a Perugia, dove cresce e consegue i suoi studi. Dopo essersi diplomato all’Istituto chimico-biologico G. Bruno, la convivenza con la malattia che affligge da sempre il padre e la sua grande passione, l’atletica, lo spingono a intraprendere un percorso di studi inerente la riabilitazione. Entra con successo al corso di laurea in Podologia dell’Università di Medicina e Chirurgia di Perugia, ma l’ultimo dei tre anni di studio lo trascorre in Spagna presso l’Università Miguel Hernandez di Alicante. Laureato, si trasferisce nuovamente nella capitale dove entra a far parte della squadra del Centro di Podologia Clinica guidata dai grandi maestri Marcello Frati e Alessandro Carbocci: saranno loro il punto d’inizio della sua carriera. Grazie a loro impara e sperimenta nuove tecniche di lavoro con attrezzature di ultima generazione specializzandosi in rieducazione ungueale. Decide di frequentare un corso di approfondimento riguardante la realizzazione di ortesi plantari a Bergueda (Barcellona) tenuto dal luminare spagnolo Evaristo Rodriguez Valverde, ma è al congresso mondiale “Roma foot 2010”, dopo l’incontro con il famoso podiatra americano Kevin Kirby, che nasce in lui l’interesse per lo studio della biomeccanica del piede. Così riprende gli studi iscrivendosi al master di I° livello in biomeccanica applicata alla terapia ortesica podologica all’Università di Medicina e Chirurgia di Firenze, conseguendone il titolo. Nel 2019 per forte interesse decide di iscriversi al Master in Posturologia di Fabio Moro presso l’università Federico II di Napoli. Dal 2010 guida con grande successo il Centro di Podologia Clinica.
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April 7, 2025
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L’onicogrifosi – conosciuta anche come “unghia ad artiglio” – è l’alterazione nella crescita della lamina ungueale, o meglio un’ipertrofia ungueale che si manifesta con un evidente deformazione della lamina, detta a gancio o corno d’ariete. Questa condizione è solitamente acquisita, ma può essere anche congenita. Le cause più comuni dell’insorgenza di questo fenomeno sono riconducibili alla meccanica del piede (come le dita a martello o a griffe e l’iperestesione dell’alluce), all’invecchiamento, a microtraumi ripetuti provocati ad esempio da calzature troppo strette, a lesioni in seguito a urti violenti sull’unghia oppure può associarsi a malattie sistemiche circolatorie, che inibiscono il supporto necessario di nutrienti a livello periferico. Oltre al disturbo prettamente estetico (l’unghia si presenta discromica, cioè di un colore diverso, spessa e deforme), questa patologia è anche molto dolorosa perché aumenta sensibilmente il fastidio, causando anche difficoltà motorie più o meno invalidanti, come la zoppia. Inoltre le unghie inspessite (grifotiche) sono più soggette a infezioni micotiche. Onicogrifosi: trattamento Non esistono terapie farmacologiche in grado di contrastare totalmente l’onicogrifosi, ma il trattamento podologico è assolutamente indolore e di immediato sollievo: attraverso strumentazione di ultima generazione si va a ridurre lo spessore e modellare l’unghia, riportandola quindi a uno stato più fisiologico possibile, per aumentare il benessere del paziente, eliminare il fastidio e ridurre il rischio che si sviluppino patologie secondarie come lesioni cutanee e onicomicosi. A volte si può anche risalire alla causa scatenante ed eliminarla permettendo così all’unghia, nel tempo, di ripristinare la sua normale crescita. È sconsigliabile eseguire da soli il taglio di unghie colpite da onicogrifosi o qualsiasi distrofia: oltre a risultare molto difficile e doloroso spesso genera abbondante sanguinamento, perché nella sua crescita, l’unghia alterata “porta” con sé il letto ungueale, ricco di capillari. Si può prevenire l’onicogrifosi? Se non è associata ad altre malattie locali o sistemiche, il podologo può intervenire attraverso ortesi in silicone od ortesi plantari su misura.
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- Piazzale Clodio 22